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Via dei Capitelli 3 - Via e Piazza Cavana
Piazza dell'Unità d'Italia, settembre 1938 [AMOS]


Il Duce aveva appena finito il discorso davanti a migliaia di persone inneggianti. Il palco, per la cui costruzione venne spostata la fontana posta al centro della piazza, ricordava vagamente un martello, della stessa specie di quello che stava picchiando dentro la testa di Amos.
Non era stata una grande idea quella di voler festeggiare la venuta di Mussolini in bordello la sera prima. La baldoria era durata tutta la notte, tra giri di vino, amplessi acrobatici, risate infinite da ubriachi e qualche ora di sonno strappata qua e la.
Amos era sceso lungo Via dei Capitelli circa un'ora prima dell'inizio del discorso, pensando di trovare un buon posto. Aveva percorso il tratto di Piazza Cavana con un'andatura che i suoi amici sportivi del Circolo avrebbero definito, sghignazzando, di bolina, a causa dei continui zig zag richiesti dal suo stato di ebbrezza e dalla quantità di gente che incrociava.
Serbava un vago ricordo di quanto era successo durante le ore che aveva trascorso in quel bordello, ma nella mente aveva ben impresso lo squallore che gli aveva provocato la vista dell'ingresso alla Casa, sottolineato dalla fioca luce che illuminava la scala di accesso al primo piano. Le stanzette allineate lungo il corridoio erano anch'esse poco illuminate, ma l'alcol, la compagnia e il pensiero rivolto al motivo del festeggiamento avevano facilitato lo sciogliersi della tensione.

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