Luglio/agosto 2003

L'arte? Va su e giù
di Massimiliano Tonelli


Che la capitale sia diventata un punto di riferimento per l'arte contemporanea non è una novità. E quando aumenta l'interesse per un argomento così informe come la creatività attuale, possono capitare cose non convenzionali. Se crescono in qualità e quantità le mostre in gallerie, musei e spazi istituzionali, in una città che è sempre più attenta al contemporaneo esordiscono le immancabili location alternative. Chiese sconsacrate, aree archeologiche, scuole, musei abituati solo all'antico, vetrine chic, spazi industriali, ex caserme, birrifici e scuderie, salotti e appartamenti. La creatività contemporanea è penetrata ovunque, esaltandosi in scenari laterali e culturalmente inesplorati. Un po' spirito underground e un po' innata attitudine trendy.

Capita poi in tutto questo che la tendenza di uscita dagli spazi tradizionali transiti anche per il su e giù di un ascensore. È quello del condominio di Via Pasquale Tola 42 (nel cuore del quartiere Appio Latino). Qui nel 2001 Pino Rosati e altri inquilini hanno deciso di concretizzare il sogno di aprire una galleria d'arte. Le pareti del piccolo ascensore, l'indulgenza dei condomini e gli artisti hanno fatto il resto. Enrico Pulsioni, Vettor Pisani, Marco Baroncelli hanno progettato mostre appositamente per il curioso elevatore a forma di piccolo cuneo. Così nasce LiftGallery. "E il 2003", anticipano i galleristi a zu.,"continuerà con molte novità. A inizio giugno ci sono stati tre giorni di performance "gastronomica" di Daniela de Angelis. Tutte le sere all'ora dell'aperitivo. Dopo la pausa estiva ripartiremo con un'installazione di Ugo Piergiovanni". E all'orizzonte si intravede anche un'autarchia energetica per la lift: "stiamo valutando i costi per installare sul tetto del palazzo dei pannelli solari per rendere autonomi l'ascensore e parte del condominio ".
A metà strada tra operazione concettuale ed esperimento atropo-sociale, l'idea ha funzionato. Articoli su tutte le riviste, pienone alle inaugurazioni, partecipazione totale degli inquilini che si ingegnano anche nella preparazione dei buffet durante il vernissage. Da cosa nasce cosa. Dal successo nascono nuove idee. Il franchising artistico, ad esempio. La notizia di questi ultimi mesi infatti è che l'idea si sta espandendo. Alla svelta. All'apertura nel 2002 di una LiftGallery nella periferia fiorentina ha seguito a ruota Trieste. E se lo spazio romano si caratterizza per un'attenzione ad autori italiani, a Firenze e in Venezia Giulia vengono presentati progetti internazionali. Come quello della giovane danese Rikke Hostrup che ha ripensato l'ascensore toscano o come il divertissement concettuale dell'artista sloveno Vuk Cosic nel capoluogo friulano.
Le prossime aperture? A Torino, Napoli e ancora Roma, nel reparto di ginecologia di un ospedale. "E non ci fermeremo", continua Pino Rosati, "i progetti si accavallano. L'idea piace molto anche all'estero, in Germania ad esempio. Poi i giapponesi sono molto interessati e le riviste del Sol Levante già ci dedicano articoli e interviste, mentre in Brasile siamo in trattativa per aprire una lift nel mitico Elevador Lacerda di Salvador de Bahia". Il Lcerda è il più grande ascensore pubblico al mondo… in bocca al lupo liftgalleristi!

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