dicembre 2003


Idee / Confessarsi in ascensore

Al piano terra si aprono le porte: dentro c'è un confessore con tanto di abito talare e una piccola sfinge razionalista dipinta di smalto rosso squillante. Scenario imprevisto nella cabina di un vecchio ascensore, e a questo punto il visitatore-utente sceglie fra tre opzioni: non fare niente e salire al suo piano; parlare al sacerdote del più o del meno; confessarsi davvero salendo all'ultimo piano. Poi, all'uscita, uno zerbino d'artista dalle nitide forme nere e rosse. E' l'installazione progettata da Gianfranco D'Alonzo per la Lift Gallery, l'originale contenitore di eventi d'arte ideato nel '98 da Pino Rosati, inquilino di un condominio a Roma, costituito poi nel 2001 come associazione culturale con la partecipazione degli altri condomini, e situato nell'ascensore del palazzo (un'idea di gran successo: oggi le Lift Gallery sono già tre, a Roma, Firenze e Trieste).

 

dicembre 2003

Vernissage saliscendi.
Il maxi-dipinto appeso su un'impalcatura. La performance in ascensore. È la mostra allestita in un toilette. Per chi è stanco della solita art gallery, ecco i nuovi non-luoghi da esposizione.


PARCHEGGI SOTTERRANEI, STAZIONI del metrò, ma anche angoli cottura, tram, ascensori. Sono questi i nuovi spazi dedicati all'arte contemporanea. Così capita di partecipare a un vernissage nel saliscendi della Lift Gallery, la prima galleria-ascensore nata a Roma. Oppure di parcheggiare alle Terme di Merano e imbattersi in un museo in cui gli artisti hanno disposto opere-ostacolo che disorientano i malcapitati.

 

dicembre 2003

Cosìvailmondo

Il museo nel metrò, al parcheggio e in ascensore
METTI L'ARTE IN GALLERIA. E IN STAZIONE


Non ha porte d'ingresso, biglietteria, orari, percorso prestabilito. Di essere al Mau, il Museo di Arte Urbana di Torino (www.arte2000.net), ti accorgi soltanto dopo esserci entrato da un po'. Camminando nel Borgo Vecchio Campidoglio ci si imbatte in 36 opere dipinte sulle facciate dei palazzi, scolpite agli angoli delle strade, installate in mezzo alle piazze. E il Mau non è l'unico museo che ha deciso di uscire da palazzi blasonati e gallerie Hi-tech. A Napoli, per esempio, è sceso in metropolitana. Chi vuole fare una visita completa e godersi le opere di Jodice, Kounellis, Mendini, Paladino, Cucchi, può acquistare un biglietto giornaliero, partire dalla stazione di Cilea e scendere a ogni fermata fino a piazza Dante.
Per visitatori in viaggio anche l'Art Drive-In di Merano.

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