Marzo 2002

La prima galleria ascensionale al mondo

Il quartiere nasce dai meticolosi studi di geometria dei governanti del ventennio. Avevano costruito per contenere. C'erano da contenere tutti gli entusiasmi elementari della gente di campagna arrivata a far numero per le nuove grandezze di Roma.
Furono questi cittadini esordienti i primi abitatori del quartiere Appio-Tuscolano, che in questa zona continuò invece ad essere chiamato Alberone.


I massicci condomini di via Pasquale Tola sono addossati l'uno all'altro a formare grandi isolati quadrangolari. Il nostro angolo retto è eliminato da una curva che contiene il portone d'ingresso.
All'interno la tromba delle scale assume forme sghembe sospese su pianta di trapezio.
Se poi la tromba viene riempita da un ascensore funambolo, si stabilisce immediatamente una stretta parentela con il circo.
Poi accade che nel corso dei decenni il metodico ritornello delle regole condominiali ricopre le scale, la tromba, il funambolo e tutti gli spettatori con il solito colore giallo sporco che sempre soffoca il circo quando resta pietrificato, come certi regni di fiaba, per disavventura.
Fortunatamente, proprio quando il tempo sta per finire, giungono pincipi a cavallo e giullari sulla palla a risvegliare il circo addormentato e tutta la sua variopinta comunità raccolta sera dopo sera intorno all'ascensore.
In questo scenario magico - scientifico, il 19 Dicembre 2001 alla Lift Gallery, ha esposto la sua opera Vettor Pisani, ben comprendendo che al centro della pista deve stare il direttore coi baffi e il cilindro. Ha posto così un bel nudo manichino femminile, come i tempi impongono, tra la platea di scale del portone d'ingresso e la tromba con il funambolo-ascensore. All'interno ha inoltre appeso il modellino di un edificio parete.
L'opera così concepita, in quel circo, elettrizzato dall'euforia più che musicale della Banda Fellini, ci abita splendidamente, dicendo molte diverse cose a tutti quanti sono entrati quel giorno alla Lift Gallery, unica vera leggenda urbana di Roma.
Io personalmente, al direttore femmina nuda, ho anche carezzato lo splendido culetto tondo con autentico compiacimento.


Stefano Cavedoni
(ex Stefano Sbarbo degli Skiantos)

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