17 dicembre 2001

"Lift Gallery", singolare spazio espositivo nell'ascensore di un condominio romano. Nato quasi per gioco ora è un'Associazione: in questi giorni espone Vettor Pisani.

Quadri di un'esposizione su e giù tra un piano e l'altro.
di Flavia Matitti

"Autunno 1997 C'era addirittura chi, come, Ottmar lo svizzero preferiva farsi le scale a piedi, pur di non prenderlo. Al timore di schiantarsi va aggiunta l'angustia del vario, il colore grigio, la luce giallognola e gli scricchiolii sinistri del legname di cui è fatto: l'ascensore dei condominio di via Pasquale Tola 42, a Roma. A poco era servito ridipingerlo. Il tocco finale lo diede una mano sconosciuta sfregiando ignobilmente, forse con una chiave, la pittura ancora, fresca di quelle stanche paratie.

La misura era colma. Posi fine al martirio elevando l'ascensore a Luogo d'Arte e lo nominai, applicando una targhetta al suo interno, Lift Gallery" Ha inizio così il resoconto di una singolare avventura condominiale durata un singolare anno, dal gennaio 1998 al gennaio 1999,sore e che ha visto protagonisti l'ascensore di uno stabile romano del quartiere Appio, promosso sul campo Galleria d'Arte, gli abitanti, del palazzo e un perfido sabotatore subito soprannominato "La Mano Invisibile". È Pino Rosati. autore di questo avvincente resoconto, a prendere l'iniziativa una sera di gennaio del 1998, appendendo all'interno dell'ascensore il primo di una serie di quadri coloratissimi ispirati alla tastiera: T, 1, 2, 3, 4, 5, Allarme, alt e firmati "Pino Rosati, interno 20". L'episodio, seppure reiterato nel tempo, non sortisce alcuna reazione. Pino decide allora di cambiare tattica: se i colori vivaci non si intonano con l'atmosfera grigia dell'ascensore, allora saranno le cose introdotte al suo interno che, come per un terribile sortilegio, assumeranno tutte lo stesso colore grigiastro. Detto fatto, e ogni giorno Pino appende un oggetto diverso "ascensorizzato". Si succedono così un crocefisso un orologio da muro un putto, un accendigas ( sparito ma prontamente rimpiazzato ) e una pianta di plastica. Finalmente. il tacito invito di esporre nella Lift Gallery viene raccolto e Stefania Macori (V piano int. 19), propone ogni giorno dei versi tratti dai canti dell'Inferno della Divina Commedia. Col passare del tempo anche gli condomini si lasciano coinvolgere in un dialogo sempre più intenso all'insegna della creatività. Alla fine quest'esperienza contiene anche un insegnamento, come spiega Pino concludendo il suo resoconto: "Di quest'avventura, oggi, estate del 2000, rimane oltre alla targhettina Lift Gallery, il poter dire di essermi divertito ed aver capito qualcosa. Io almeno e qualcun altro, l'ascensore non lo cambieremmo ( o forse si, ma sarebbe un'altra storia) per abbellirlo con nuove luci e smalti, va bene com'è. Quello che è cambiato, in realtà, è lo spirito delle persone". Tutto questo è molto bello, mi si dirà, ma perché parlarne ora a cose fatte? Perché gli abitanti del palazzo di via Pasquale Tola, 42, hanno alzato il tiro e, costituitisi in associazione culturale, hanno trasformato la Lift Gallery da spazio condominiale in luogo aperto a iniziative con l'esterno. Da Settembre a dicembre la Lift Gallery Associazione Culturale ha programmato quattro mostre di noti artisti, curate da Carmine Mario Mulière, ottenendo anche il patrocinio del Comune di Roma e un contributo del Municipio Roma IX. Le mostre di Michele Marinaccio, Giuseppe Tabacco e Enrico Pulsioni si sono già tenute ( i reportages sono visibili al sito www.rivistadiequipeco.it), mentre ora è Vettor Pisani a confrontarsi con questo spazio insolito e con la sua storia recente. Per visitare la mostra è semplicissimo, basterà suonare il citofono (fino al 26/12).

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