L'ascensore diventa una galleria d'arte.

È una fiaba metropolitana in corso in una palazzina di via Pasquale Tola 42, nella zona Alberane. Un ascensore diventa galleria d'arte, la più piccola del mondo, la Lift Gallery, che oggi espone lavori di Vettor Pisani (Fino al 26 dicembre). C'era una volta un vecchi montacarichi: sporco, scrostato e nemmeno tanto sicuro. Stanchi di tutta quella bruttura, gli inquilini un giorno hanno deciso di trasformarlo appendendo alle pareti scritte e disegni. A cominciare è stato Pino Rosati interno 20. il creativo del quinto piano. Uno che sa cosa vuol dire portare l'arte in luoghi insoliti avendo lavorato per anni con i ricoverati dell'ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste, quello del "libera-matti" Basaglia.

Una notte appende un suo disegno alla parete della cabina. Un pastiche multicolore. Reazioni nessuna. Pino insiste. Appende in ascensore piccoli oggetti, un angioletto, un orologio, un crocefisso, pitturati dello stesso grigio della cabina. È un messaggio: "La tristezza quotidiana ci travolge, ci rende simili a lei". poi la sorpresa. Una sera Pino trova una terzina della Divina Commedia: "Natural burella / ch'avea mal suolo e di lume disagio", come se Dante avesse previsto l'ascensore di via Tola. Qualcuno aveva rilanciato il gioco. E Pino era riuscito a sfidare l'indifferenza della vita quotidiana. La Lift Gallery si può visitare suonando ai citofoni. L'arte è un lasciapassare che apre ogni portone. E forse è iniziata l'era della lift-art.

(Rossella Fabiani).

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