Dicembre 2001

Speciale Lift Gallery
Dal gennaio '98 al gennaio '99 si è svolta all'interno di un ascensore una serie di mostre che ha vist protagonisti ( oltre lo stesso ascensore), i condomini di via Pasquale Tola, 42 a Roma, zona Alberane. 12 mostre, una al mese. Il grafico Pino Rosati, V piano int. 20 è il creativo artefice dell'iniziativa. La prima, coloratissima mostra propose una rielaborazione della tastiere dell'ascensore: " T,1,2,3,4,5, allarme, alt". Quotidianamente, allo scoccare della mezzanotte, Rosati appendeva nell'angusto vano dell'ascensore un quadro diverso: uno al giorno, uno per ciascun tasto. L'ultimo giorno il "Quadralogo" che riuniva i lavori dei giorni precedenti in scala ridotta offrendone una panoramica.

C'è da dire che l'ascensore di questa palazzina anni Quaranta ha una forma stranissima di trapezio irregolare, quasi cubista, in quanto è stato infilato successivamente e un po' a forza nel poco spazio disponibile.Dopo la prima mostra Rosati produce "Il sortilegio", ovvero l'ascensorizzazione di cinque oggetti ( un crocefisso, un orologio, un accendigas e una piantina di plastica) opportunamente decontestualizzati e ricontestualizzati nella mini galleria secondo il rituale già seguito di cambiare ogni giorno l'oggetto esposto per poi riunirli alla fine. La signore Stefania Macori, dirimpettaia di Rosati, per prima percepisce il tacito invito ad animare il quotidiano grigiore di quel Safov ( marca dell'ascensore): espone così versi tratti dai primootto canti dell'inferno dantesco, sempre uno al giorno per sette giorni, culminando l'ottavo d', con l'intero XXXIV ed ultimo, quando Virgilio e Danto, risalendo per la "natural burella…" giugono all'aperto a riveder le stelle… Così via a seguire le altre mostre: "la passione secondo Matteo di J.S.Bach", " Macchinine e macchinette", " la stanza di Adriano" (Il bimbo figlio della sig.ra Macori), " Nel bel mezzo", "Lift Ilands" (la trasformazione di alcune scrostature in mappa di un immaginario arcipelago). Quest'ultima opera viene però trafugata dalla stessa "Mano Invisibile" che aveva precedentemente sottratto l'accendigas del Sortilegio. Rosati portò a conoscenza i condomini dell'avvenuta sparizione in un foglio appeso al posto del quadro.Il giorno dopo la risposta: un post-it con la scritta "stronzo!" a pennarello. Massimiliano Chialastri, marito della Macori e padre di Adriano, presentò la scritta Vietato Fumare ripetuta più volte e in 8 lingue diverse. Primo esterno ad esporre nell'ascensore fu Diego porporati, artista triestino, amico di Rosati: 7 disegni detti "Cavalli e macchine"". Poi ancora "Pelati" ( le etichette) e a Dicembre, ovviamente, "ilPrespio". Ultima mostra di questa serie un bel disegnane astratto del piccolo Adriano che evidentemente la Mano Invisibile, ormai intromessasi di prepotenza nella dialettica artistica condominiale, ritenne opportuno arricchire con una foto di un folto gruppo di maggiorate in topless! Ma insomma… Nel 2000 Carmine Mario Mulière, artista direttore della rivista web EQUIPeCo, rimasto entusiasta di Lift Gallery ne caldeggiò la continuazione. Vennero così invitati a produrre un'opera, appositamente pensata per l'ascensore di via Tola, quattro noti artisti contemporanei: Michele Marinaccio allestisce "Snaturamento e manipolazione", una installazione che è un viaggio nel mondo dell'olfatto e delle sue corrispondenza emotive costituita da foto, petali di rosa ed essenza sparsa. Seguono Giuseppe Tabacco con "Serial Killed2001", opera dedicata al tema AIDS ed Enrico Pulsoni (novembre 2001) con l'allestimento di un libro-scultura interattivo: una matrice in forma di libro metallico con copertina in linoleum posta su un leggio. La scommessa era di concedere un quadrato senza limiti su cui ogni visitatore potesse lasciare una propria traccia. È proprio questo il punto: la posa in opera "in diretta" e "ritualizzata" da parte degli artisti, la costruzione dell'opera di fronte al pubblico che prende parte attivamente all'installizione interagendo in tempo reale. Questo mese di Dicembre, dal 19 al 26, sarà a Lift Gallery Vettor Pisani che proporrà una installazione di cui al momento non è stato svelato nulla se non che avrà come tema "la casa", l'ambiente domestico. "Senz'altro, dice Rosati, non cambieremmo mai il nostro vecchi ascensore. Quello che invece è cambiato è lo spirito delle persone che in un modo o nell'altro, più o meno in-visibilmente, chi guardando e chi facendo hanno partecipato a questo gioco di invenzioni". Questa magica fiaba metropolitana ci mostra come è possibile rendere straordinario il quotidiano, con semplicità e inventiva, liberare da schemi e automatismi (almeno un po') lo scorrere dei nostri giorni evitando il totale sonno della coscienza. Per citare ancora Rosati:"… perché c'è bisogno che le cose si trasformino per diventare altro e per tornare, infine, splendida non-significante materia nel sempre nuovo rituale della creatività. Come le pitture nella sabbia dei Navaho: durano una notte prima che il vento le disperda e ne restituisca i granelli al deserto."


Stefano Ratini

 

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