23 ottobre 2001

Fiabe metropolitane/ La curiosa iniziativa di un condominio romano e l'ascensore diventa una galleria d'arte
di Fiorella Iannucci


Per ufficializzare il calendario delle mostre c'è voluta una riunione condominiale. Naturale. Perché la "galleria" è un ascensore: capienza 4 persone, portata 300 kg Lo stesso che da anni continua a scorrazzare gli inquilini dello stabile di via Pasquale Tola 42. Con qualcosa in più. Un quadro, un'installazione un oggetto d'arte...
Eccola la prima galleria "ascensionale" del mondo. Meglio, la Lift Gallery, come l'hanno subito battezzata i promotori, destinata a inaugurare una nuova "scuola": quella dell'arte condominiale.

Luogo per esposizioni, con tutti gli annessi e connessi: patrocinio del Comune, curatore (Carmine Mario Mulière), catalogo, sito Internet (www.lifIgallery.it), opere e, ovviamente, visitatori. Che oltre a non pagare il biglietto, possono permettersi di entrare nella cabina-galleria a qualsiasi ora (decente): basta una scampanellata.

Non ci credete? Allora, fate un salto in via Pasquale Tola 42 (zona Alberone) domani alle 18,30. Troverete l'intero palazzo mobilitato per il vernissage di Giuseppe Tabacco, che segue l'installazione. apprezzatissima, di un altro artista, Michele Marinaccio. La stagione della Lift Gallery proseguirà fino a dicembre, con gli interventi di Enrico Pulsoni e Vettor Pisani coinvolti in un progetto che, comunque lo si guardi, va ben oltre i territori dell'Arte.
Ed è proprio questa la storia che vi vogliamo raccontare. Leggera come una parabola, salvifica come una fiaba, sia pure condominiale. E come ogni favola che sì rispetti. anche qui ci sono protagonisti e comprimari, terribili nemici (la Mano Invisibile) e preziosi alleati (l'amministratore dello stabile). Oltre a una schiera di dame e damigelle disposte a sfoggiare la loro arte culinaria per gustosi buffet inaugurali (le ricette verranno inserite nel prossimo catalogo).
Soprattutto cè lui, l'Ascensore. Agli occhi di tutti, una anonima, grigia cabina come tante. Ma non per Pino Rosati. 5° piano, il creativo che ha dato corpo e anima al progetto. Racconta Rosati, 41 anni, grafico e impenitente sognatore "Ho cominciato ogni notte a lasciare sulla parete un disegno o un piccolo oggetto: un crocefisso, un orologio da muro, un putto un accendigas… Niente. Poi, finalmente, una risposta: i versi tratti dai primi otto canti dell'Inferno di Dante Alighieri. Otto, quanti sono i bottoni dell'ascensore ... " Va da sé che, da quel momento, l'anonima cabina è diventata una vera Gallery Con qualche incidente di percorso ("bigliettini di insulti, l'accendigas sparito: opera della Mano Invisibile", ride Rosati), ma con un futuro assicurato. "Molti artisti hanno risposto subito con entusiasmo. Abbiamo dato Vita ad una associazione, coinvolto il gruppo de "il pennino" e l'intero palazzo: facciamo tutto da soli, compreso il catalogo" aggiunge
Massimiliano Chialastri, architetto tra i primi complici di Rosati <<Un progetto straordinario e ordnario nello stesso tempo, che potrebbe allargarsi a macchia d'olio e riunire sullo stesso sito Internet gli interventi artistici dei condomini d'Italia".
Mano invisibile permettendo. Assicurare le opere? <<Nessuna compagnia lo farebbe, ma va bene così: noi ci fidiamo" risponde serio Pino Rosati. E in fondo se una zucca può trasformarsi nella magnifica carrozza di Cenerentola, non sarà certo una polizza a scrivere l'happy end di questa dolcissima, sorprendente fiaba metropolitana.

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