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“Quarti per quattro e un quadrato”

Puntasecca in crescendo per viaggiatori in ascensore.
L’ascensore è uno dei luoghi dove meglio sedimentano le tracce, i passaggi, i segni di persone in movimento. Ascensori mai rinnovati portano in sé dettagli e riferimenti a generazioni diverse. Segni magari casuali, prodotti da oggetti o cose ingombranti, segni come affermazione di intenti e di professione di fede e segni puramente vandalici convivono nello spazio della cabina creando e alimentando significati e rimandi di volta in volta crudeli, patetici, nostalgici a secondo della loro prossimità. 

Il mio lavoro è da anni incentrato sul libro d’arte/libro-oggetto e, in particolare, sul rapporto di collaborazione e di convivenza che instauro con colleghi e letterati sul foglio cinquantunosettanta, dal quale prende il nome la Collana da me autonomamente avviata dal 1990. Questo foglio cinquantunosettanta è prima di tutto un’arena nella quale gli autori si sfidano a colpi di segni e di parole.
Il lavoro qui esposto è legato ad una forte necessità di partecipazione del pubblico. Questo lavoro, una gravure double-face in forma di libro metallico con copertina in linoleum, variazione sull’uso delle due facce di un foglio di stampa attraverso due tecniche di riproduzione diverse, vive di tre fasi distinte.
All’inizio l’opera si presenta come matrice in forma di libro quadrato con quattro spicchi triangolari, che si aprono come petali di fiori astratti posta su un leggio. Normalmente i miei libri sono strutturati per zone ed ognuno dei partecipanti si vede assegnato uno spazio specifico nel quale operare: in questo caso la scommessa è di concedere un quadrato senza limiti dove qualunque visitatore potrà lasciare il proprio segno, la propria traccia. A fine mostra il quadrato avrà un vissuto di graffiti che sarà la base per il secondo, successivo lavoro sugli spicchi da parte dei quattro artisti partecipanti all’intervento. 
La parte esterna, come nelle mie Edizioni Cinquantunosettanta, sarà eseguita totalmente da me. L’ultima fase di questo lavoro in divenire sarà una tiratura a stampa, a suggellare il ruolo della Lift Gallery e del Condominio, come organismo di promozione e di autoproduzione artistica.
Quindi, cari Signori Visitatori e Condomini, siete pregati di fare il vostro graffito. In fondo è un gioco di segni, uno tira l’altro come le ciliegie.

Roma, novembre 2001
Enrico Pulsoni

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