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CASA DELLA MUSICA

La città di Trieste, in particolar modo l'antico nucleo della Cittàvecchia, è stata inserita all'interno dell' Iniziativa Comunitaria Urban promossa dall'Unione Europea.
Tale progetto mira al recupero economico, sociale e ambientale di quartieri paricolarmente disagiati nelle città europee e comprende un Centro Servizi alla Produzione Musicale la cui gestione è stata affidata alla Casa della Musica.
La Casa della Musica si propone come punto di riferimento per l'intera Cittavecchia, nonché come centro di aggregazione sociale per i giovani e, in generale, per gli appassionati di musica, ma soprattutto come risposta alle crescenti esigenze professionali, didattiche, divulgative e ricreative legate all'espressione musicale. Un'unica struttura in grado di offrire molteplici servizi, consente una migliore coordinazione, favorendo così la naturale complementarietà tra le attività stesse.
La Casa della Musica, strutturata all’interno di un edificio di proprietà comunale di circa 600 mq nell'area della Cittàvecchia, offre una serie di attrezzature di base per la produzione musicale.
E' costituita da uno studio di registrazione ad alta tecnologia digitale connesso con l'auditorium del secondo piano (in grado di ospitare gruppi musicali fino a 40 elementi), una piccola sala d’incisione per lavori di routine, attrezzature per le prove dei gruppi musicali, sia per la musica rock che per la musica da camera e dei piccoli gruppi corali, nonché una sala multimediale, un'area di ristoro e di incontro e un punto vendita di materiale editoriale.


I servizi promossi dalla Casa della Musica sono concessi in uso a singoli e gruppi musicali con tariffe allineate ai costi di mercato e con possibilità di tariffe orarie o forfettarie giornaliere.
E' inoltre adottato un sistema di tariffe differenziate per l'accesso ai servizi con valori ridotti quale forma di sostegno alle attività musicali non professionali dei gruppi giovanili, nonché per l'accesso a soggetti convenzionati con il Comune di Trieste che svolgono attività culturali nella città.
Tra le svariate attività previste nascerà un'iniziativa dedicata esclusivamente all'infanzia: la scuola di musica per bambini, con la proposta di un percorso didattico e pedagogico rivolto ai bambini e alle loro famiglie dai tre anni di età fino all'adolescenza.
Si organizzeranno inoltre corsi di formazione e aggiornamento sull'animazione, la didattica e la pedagogia musicale, dedicati ad educatori ed insegnanti, allo scopo di creare un laboratorio permanente.
Le nuove tecnologie multimediali permetteranno lo sviluppo della didattica attraverso l'utilizzo di programmi specifici e di Internet; le tecnologie in dotazione allo studio di registrazione consentiranno la creazione di archivi, documentazioni in formato digitale e la gestione in tempo reale nella rete telematica di eventi musicali.


Scuola di Musica 55
Via dei Capitelli, 3 - 34121 Trieste - Tel. 040 307309
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PROGETTO ARCHITETTONICO

Vincere il concorso per la progettazione della Casa della Musica, ha dato al nostro gruppo di architetti l'occasione di affrontare un mondo in parte misconosciuto.
Infatti, se la musica è un'arte alla quale siamo abituati attraverso i canali di ascolto usuali, quali teatro, radio, discoteche, auditori ecc, per noi era completamente oscuro il mondo ed il modo della "costruzione" della musica, dall'iniziale parte didattica sino alla parte compositiva e produttiva consolidata al termine del ciclo.
Abbiamo dunque costruito il progetto con gli Amministratori del piano Urban e con i futuri gestori della Scuola di Musica 55 in perfetto equilibrio.
Ci siamo resi conto che dovevamo progettare una macchina sofisticata e contemporanea il cui contenitore, però, era un edificio dell'architettura minore della parte più suggestiva del centro storico medioevale di Trieste.
Una pianta, un volume ed una 'crosta' muraria esterna, dati con pignolesco dettaglio dalla normativa del piano di recupero, per cui la macchina della Casa della Musica (CADEMU') è stata costruita su misura, all'interno di una scatola improbabile anche se compatibile con l'ambiente circostante e con la filosofia fondante del recuperare e ricostruire 'com'era e dov'era', propria dell'Amministrazione Comunale in questa parte di Trieste.
La macchina dunque ha preso una forma empirica, stravagante e curiosa, come l'inaspettato laboratorio di Mr. Hyde.


Il CADEMU' diventa dapprima casa come luogo della Musica: dove artisti, musicisti e neofiti si incontrano, si conoscono e si scambiano informazioni; poi scuola di musica: dove si insegna, con i corsi, le aule, dove si è pure autodidatti ed infine, tanto per ricominciare daccapo: il posto dove produrre la musica e cioè elaborare gli strumenti divulgativi dei suoni. Una macchina indubbiamente sofisticata, giacché può produrre un'elevata qualità nel suo settore, forse la migliore della regione ed in grado di competere con altre strutture internazionali.
Tecnicamente il CADEMU' rappresenta una scommessa, si propone infatti di produrre di giorno e nelle ore notturne, in un ambito ristretto e densamente abitato.
L'involucro è stato fortemente insonorizzato verso l'esterno e al suo interno per poter lavorare contemporaneamente sui tre livelli dell'edificio e con le varie funzioni presenti: il bar musicale a piano terra, le aule di prova e studio al primo piano, in totale dieci, che possono agire contemporaneamente e la grande sala di registrazione al secondo piano, con le salette per i solisti e l'area di regia e di strumentazione.
Quando tutto ciò funzionerà, se funzionerà secondo le previsioni progettuali, si potrà verificare come il tutto sia stato concepito seguendo due fasi contemporanee e complementari, quella compositiva architettonica e quella tecnico impiantistica con il particolare riguardo dedicato agli strumenti di insonorizzazione.
Si tenga conto che si è agito su un edificio accostato ad altri su due lati, che si tratta di manufatti di secolare sedimentazione e realizzati almeno per ciò che ne era rimasto, in elementi lapidei costituiti da murature 'a sacco'.
La compatibilità è stata totale, a partire dai sistemi fondazionali, dai solai, dalle partiture, le scale, i serramenti (doppi - tripli.) le tubature degli impianti sino alle viti che fissano i corpi illuminanti e le rotaie delle tende.
Tutto è stato isolato, ammortizzato, insonorizzato.
L'edificio è stato anche fisicamente 'tagliato' dal contesto e isolato, poi è stato costruito al suo interno un contro edificio sordo. Anche per questo motivo, per questo continuo e doppio rigiro delle parti costitutive, non si ritrovano all'interno riferimenti architettonici alle passate origini o dettagli costruttivi tipici del restauro o anche del gusto vernacolare, mentre all'esterno sì.
L'arredamento è volutamente contemporaneo, nelle forme pseudo casuali, nell'uso dei materiali pseudo brutali, cercando di seguire un'inventata linea compositiva che assimili le funzioni - il contesto - le tecnologie - la gestione.


Formalmente è stata seguita una linea compositiva decostruita organizzata per elementi funzionali a sé stanti assemblati all'interno di un contenitore separato.
Ci sono dissimmetrie, forme ed angoli irregolari, implosioni che alla fine si incastrano lasciando qua e là delle zone neutre che sono quelle dell'ammortizzatore acustico.
L'ingresso ed il bar sono rivestiti in lamiere ondulate di alluminio oppure con stecche irregolari di legno per far capire sin da subito che si tratta di un ambiente laboratorio, eclettico e pervaso da culture diverse, come la musica che a volte appare con l'armonia di un flauto di Mozart o invece con l'irruenza di un rock metallico o con l'animo spezzato di un blues da sax tenore.
Il pavimento è eseguito in cemento lisciato e cerato come negli stabilimenti industriali. Le colonne sono rivestite da fogge organiche accattivanti e così pure i tavolini del bar.
Le sale prova sono arredate usando vari tipi di materiali fonoassorbenti di diversi colori, assemblati per linee e figure geometriche, il pavimento è di linoleum.
Nella sala di registrazione di forma ettagonale dominano due materie pure: il legno facciavista del pavimento e della struttura di copertura, che è costituita da travi lamellari di notevoli dimensioni e di mattoni forati di varie dimensioni e colore, che rivestono le pareti laterali e che sono montati a campiture piene.
Nel blu è stato trovato il ritmo.
La CADEMU' è blu.
Blu per la musica, perché colore del soul, del blues, delle vibrazioni nella luce fioca, nel chiarore dell'alba e nella profondità notturna e del mare della nostalgia e del vigore.
Sulla facciata un sinuoso brillante pentagramma segnala la presenza dell'edificio all'inizio della Via dei Capitelli, nel ripido percorso che fa verso l'arco di Riccardo sino alla cattedrale ed il sacro colle.
Qualcosa della memoria resterà.
Una volta dei teneri canti salivano dalle trattorie del borgo, si cantava la sera e si cantava la notte; è la musica che è rimasta.

StarAssociati
Via Coroneo, 9 - 34133 Trieste - Tel. 040 634430
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Foto di Claudio Farina

 

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